Io sono un gran rompicoglioni. Lo so. Lo sapevo anche molto prima che me lo dicesse mia moglie. E del resto invecchiando migliora solo il vino. Quindi mi prendete come sono. Punto.
Io sono come il critico di cucina di Ratatuille. Cerco sempre la qualità, ma considero i sapori che mi emozionavano da bambino come una pietra di paragone.
Per questa ragione quando in un posto ho mangiato bene e alla fine mi propongono la zuppa inglese preferisco evitare. Ma non perchè la zuppa inglese non mi piace: al contrario! Mi piace troppo e su questa sono intransigente sino alla maleducazione.
Una vera zuppa inglese va fatta così. Intanto ci vuole una vera ciambella bolognese. Non ti do ora la ricetta, ma su questa magari ci torno un'altra volta.
Poi ci vuole la crema. Un litro di latte, otto tuorli d'uovo (tuorli!), 80/100 grammi di farina, 200 grammi di zucchero, mezzo etto di burro.
Metti il latte a scaldare a bagnomaria con la scorza di un limone. Ci sta bene anche la vaniglia, ma qui vogliamo essere puristi fino all'esasperazione.
Intanto metto le uova nel robot (questo te lo concedo, anche se la tradizione vorrebbe il cucchiaio di legno e tanto olio di gomito), metto lo zucchero e poi la farina, e infine il burro, non freddo, e faccio una bella crema omogenea. Quando il latte comincia a fumare lo unisco lentamente alla crema. Attenzione perchè il latte caldo tende a cuocere subito le uova. Non va bene. Deve cuocere lentissimamente a bagnomaria continuando a girare con il cucchiaio di legno per evitare grumi. I grumi nella crema sono come andare con una bellissima donna e fare cilecca. Vedi tu.
Intanto ho preparato in una pirofila la ciambella a fette dello spessore di un dito. Le bagni con Mandorla Amara, Alchermes e acqua zuccherata in parti uguali. Allora: se dico Alchermes significa Alchermes. No strega, no millefiori, no altre cose improbabili. O questo o niente.
Sulla ciambella metti uno strato generoso di crema, poi ripeti lo strato di ciambella. Nel tegame della crema ci metti mezza tavoletta di cioccolato fondente e la tua crema da gialla diventa color cioccolato.La stendi sopra alla ciambella. Punto.
La zuppa inglese la farai la sera prima.
Ma non è finita. Ora comincia la parte del rompicoglioni. La zuppa inglese va servita a temperatura ambiente. Se la metti in frigo te la butto in faccia, ok? Non è un gelato, non è un semifreddo. E' un'altra cosa e solo a temperatura ambiente potrai godere delle sfumature di sapori e aromi. Se la metti in frigo significa che o hai usato ingredienti scadenti (non so se l'hai capito, ma in un litro di latte io ci metto otto uova!), oppure non hai capito nulla di questa preparazione. In entrambi i casi meriti le peggiori punizioni.
Altro avviso. Quando la servi devi pescare con il cucchiaio nella pirofila e quello che fa a finire nel piatto è una roba immonda e rivoltante alla vista. Ebbene: la zuppa inglese è così. Che non ti passino per la testa malinconie del tipo impiattamenti fichi, guarnizioni di caramello, di frutti di bosco (!!!), di salse più o meno improbabili. Guarda, l'unica concessione che ti concedo è la scelta di un bel piatto. E basta. Ok? Ci siamo capiti, vero?
Con la zuppa inglese non tentare di servire vino. Non esiste.